Il progetto stadio-clinica a Terni supera l'ultimo passaggio amministrativo decisivo, come anticipato sabato da Tag Umbria +.
Il Comune ha pubblicato in albo pretorio la determina del RUP Piero Giorgini con cui viene rilasciato il permesso di costruire la struttura sanitaria prevista a Cospea Bassa, pilastro economico della riqualificazione dello stadio Liberati.
La clinica, promossa da Stadium S.p.A., sarà un complesso da 122 posti letto, con reparti di ortopedia, chirurgia generale, oculistica, otorinolaringoiatria, riabilitazione, medicina dello sport e oncologia.
L’edificio si svilupperà su circa 15.635 metri quadrati, tra un piano interrato e cinque piani fuori terra, con quattro sale operatorie, ambulatori, day hospital e un ampio piazzale da 499 posti auto.
Il via libera arriva dopo lo sblocco del contenzioso che aveva sospeso l’iter regionale e dopo il parere favorevole di compatibilità sanitaria della Regione Umbria.
Ora resta aperta la partita più delicata: trovare le risorse per trasformare le autorizzazioni in cantiere. Il PEF prevede l'alienazione della clinica per 14 milioni di euro, ma - come avevamo spiegato - il percorso è stato complicato dal fallimento della Ternana Calcio.

L'intervento che sorgerà sull'area di Cospea Bassa (Ternanello, sulla cui proprietà pende la revocatoria fallimentare della curatela della Ternana in liquidazione) rappresenta molto più di una semplice operazione edilizia.
Costituisce, infatti, una delle precondizioni finanziarie essenziale per garantire i flussi di cassa necessari a garantire l'equilibrio economico del piano di ammodernamento (demolizione e completo rifacimento) del “Libero Liberati”.
La Convenzione pubblica stipulata nell'agosto del 2025 tra l'amministrazione comunale e la società Stadium S.p.A. trova oggi, con questo via libera, la sua effettiva base di partenza esecutiva, dal punto di vista dell'iter autorizzativo pubblico.
Sotto il profilo architettonico e urbanistico, la casa di cura privata si presenterà come una struttura a pianta “piegata”, lunga circa 112 metri. È stata concepita per rompere la rigidità visiva del lotto, integrandosi in modo armonico con il panorama urbano circostante e con il corso del fiume Nera.
Il rivestimento esterno sarà interamente costituito da pannelli in alluminio coibentato di tipo Alucobond. L'irraggiamento solare verrà abbattuto tramite specifiche lame frangisole verticali, sfumate dal verde al bianco, unendo così la valenza estetica all'efficienza energetica.

Il nuovo polo sanitario privato abbandonerà il classico e ormai superato, secondo i progettisti, concetto di “reparto chiuso”.
La struttura è infatti pensata per abbracciare un moderno modello organizzativo a dipartimentazione integrata, garantendo un'elevata osmosi assistenziale tra l'area medica e quella chirurgica per assimilabilità delle patologie.
La capacità ricettiva si fonda su 122 posti letto autorizzati, organizzati in 78 camere singole e 22 camere doppie, garantendo standard alberghieri di alto livello.
La ripartizione strategica conferma la forte vocazione pubblicistica di gran parte dell'offerta sanitaria: 80 postazioni saranno infatti accreditabili con il Servizio Sanitario Regionale.
Queste riguarderanno specialità di base e di eccellenza del territorio, come l'ortopedia, la chirurgia protesica, l'oncologia e la chirurgia generale. I restanti 42 posti letto saranno invece destinati esclusivamente all'attività in regime strettamente privato.
L'organizzazione spaziale dei cinque piani fuori terra, unita al piano interrato, prevede inoltre una netta segregazione dei flussi.
I percorsi orizzontali e verticali dei pazienti, del personale medico e le direttrici del materiale “sporco” e “pulito” non si incroceranno mai con quelli riservati ai visitatori esterni, tutelando l'igiene e la tranquillità delle cure.

Il cuore tecnologico e operativo dell'intera macchina ospedaliera pulserà al piano interrato, situato a quota 4,50 metri sotto il livello del suolo.
Qui troveranno spazio la diagnostica per immagini, dotata di TAC e radiologia avanzata, il servizio di morgue-obitorio con relativa cappella e l'avanzato blocco operatorio.
Quest'ultimo sarà equipaggiato con quattro sale chirurgiche ad alto isolamento acustico e batteriologico, servite da percorsi isolati Fast Track per ottimizzare le fasi di preparazione e risveglio del paziente.
Il piano terra rappresenterà invece l'interfaccia principale e di accoglienza con l'utenza esterna.
Una grande hall passante a doppia altezza accoglierà gli utenti, indirizzandoli verso i poliambulatori specialistici, il centro prelievi con annesso laboratorio analisi e l'area dedicata al Day Hospital.
Allo stesso livello di ingresso saranno concentrati gli uffici direzionali, l'amministrazione e le sale per la formazione continua del personale. Salendo di quota, i primi due piani ospiteranno complessivamente 60 posti letto interamente convenzionabili con il sistema sanitario.
Il primo livello sarà il regno della medicina dello sport, dell'ortopedia protesica e mini-invasiva e della riabilitazione specialistica. Questo piano sarà dotato di un'ampia palestra e di innovativi percorsi termali Kneipp per il recupero motorio post-operatorio.
Il secondo piano sarà invece interamente votato alle attività di chirurgia generale, organizzato con 20 camere singole e 5 doppie per le degenze ordinarie.

I vertici della progettazione clinica hanno riservato gli ultimi due livelli alle specialità miste e all'attività medico-chirurgica libero-professionale.
Il terzo piano accoglierà i reparti di oculistica e otorinolaringoiatria, a completamento dell'area testa-collo, strutturati con 20 posti letto accreditabili e 9 totalmente privati.
Il quarto piano sarà infine l'hub esclusivo del settore privato, offrendo 33 postazioni dedicate ad altissima specializzazione: chirurgia elettrofisiologica, pneumologia e oncologia, sia a indirizzo endocrino-chirurgico che dermatologico.
Per far funzionare a regime questa imponente struttura attiva 24 ore su 24, il piano di gestione aziendale stima un fabbisogno occupazionale estremamente rilevante per le ricadute sul territorio umbro. Si prevedono circa 160 nuove assunzioni dirette a vario titolo.
La fetta più consistente della forza lavoro riguarderà l'assistenza al paziente, con l'impiego di ben 75 professionisti del comparto infermieristico e 35 Operatori Socio-Sanitari.
Lo staff medico conterà a regime tra i 25 e i 28 specialisti, compresi i medici anestesisti indispensabili per il corretto funzionamento del blocco operatorio.
A chiudere il cerchio organizzativo della clinica, ci saranno 15 tecnici specializzati tra radiologia, laboratorio e area riabilitativa, e tra le 10 e le 15 figure dedicate all'accoglienza, al centralino e all'amministrazione contabile.

L'impatto urbanistico della nuova clinica a Cospea Bassa andrà oltre il perimetro dell'edificio, ridisegnando la mobilità dell'intero quadrante cittadino.
Il progetto architettonico prevede un intervento strutturale per superare il dislivello di circa 3,50 metri tra via XX Settembre e il fondovalle.
L'immissione dei veicoli dalla viabilità principale sarà garantita attraverso la realizzazione di una rampa di raccordo, progettata con una pendenza massima del 13%.
I lavori di scavo del piano interrato saranno compensati in loco, secondo il principio del bilancio neutro. La terra movimentata servirà a modellare un rilevato perimetrale, creando un dolce falso piano con pendenza al 2% per far defluire naturalmente le acque piovane verso il fiume Nera.
Il quadrante esterno subirà un potenziamento decisivo. È in programma il formale allargamento della sede stradale di Strada Santa Filomena, che sarà affiancata da un nuovo tratto di pista ciclabile connesso all'attuale rete cittadina della mobilità dolce.
Sul fronte strategico della sosta, l'area garantirà 499 posti auto complessivi a servizio dell'ospedale e dei cittadini.
Di questi, 45 troveranno spazio lungo la nuova bretella di collegamento, mentre i restanti 454 comporranno l'ampio piazzale dedicato alla struttura sanitaria. L'infrastruttura rispetterà i moderni criteri di accessibilità e sostenibilità ecologica.
All'interno del grande parcheggio, 14 stalli saranno riservati alle persone con disabilità e altrettanti saranno attrezzati con colonnine di ricarica rapida per veicoli elettrici, a cui si aggiungeranno 50 postazioni dedicate esclusivamente alle biciclette.

La firma sulla determina dirigenziale da parte dell'architetto Giorgini chiude ufficialmente una complessa e tesa fase di stallo burocratico e giudiziario che ha rischiato seriamente di paralizzare l'intero dossier.
La Regione Umbria, attraverso le direttive della Direzione Salute e Welfare, aveva infatti sospeso a giugno l'iter di valutazione della compatibilità sanitaria del progetto.
L'ente regionale attendeva la risoluzione del contenzioso pendente al TAR, innescato dalla sentenza dello scorso mese di marzo, riguardante proprio l'assegnazione dei posti letto programmati tra diversi attori sanitari operanti in provincia.
La svolta giuridica e politica si è materializzata soltanto ad agosto, con la sottoscrizione della formale e tombale acquiescenza alla sentenza da parte di tutti i soggetti coinvolti, a partire dal Comune fino alla curatela fallimentare della Ternana Calcio.
Questo delicato e decisivo passaggio tecnico ha permesso l'emissione a settembre, da parte della Regione, del parere favorevole di compatibilità, documento propedeutico all'autorizzazione finale rilasciata ieri dal municipio ternano.
Con il rilascio dell'autorizzazione comunale alla realizzazione e del parere favorevole di compatibilità regionale, vengono meno le principali argomentazioni polemiche sollevate negli anni contro il progetto.
In primo luogo, la presunta impossibilità di finanziare lo stadio tramite la clinica viene smentitadai presupposti della Legge Stadi, che non prevede alcun divieto alla realizzazione di strutture accessorie socio-sanitarie per assicurare l'equilibrio del Piano Economico-Finanziario (PEF).
In secondo luogo, l'intervento non toglie risorse alla sanità pubblica, trattandosi di un investimento con capitale privato la cui quota di 80 posti letto accreditabili a Terni risponde a un fabbisogno già programmato dalla Regione Umbria sul totale dei fondi destinati ai privati.
Infine, cade la tesi secondo cui i promotori pretendessero garanzie preventive: gli atti specificano che l'autorizzazione a costruire non produce alcun effetto vincolante sull'accreditamento istituzionale, confermando la piena autonomia delle successive fasi.
Allo stato attuale, sulla cantierizzazione vera e propria pende una scadenza contrattuale perentoria e stringente, definita tecnicamente “Long-Stop Date”. Il contratto di comodato d'uso gratuito dei terreni fissa al 31 dicembre 2027 il limite massimo temporale per avviare le opere.
Se entro quella data il procedimento non si tradurrà in cantieri fisicamente attivi a Cospea Bassa, le parti contraenti potranno recedere dall'impegno senza alcun pagamento di penali.
L'intricata fase burocratica può considerarsi ormai alle spalle, anche se restano in ballo la cessione delle quote di Stadium e il contenzioso sul terreno.