25 Oct, 2026 - 12:35

Volley, la Sir Perugia si oppone al calendario internazionale: tutti i club contrari

Volley, la Sir Perugia si oppone al calendario internazionale: tutti i club contrari

La Sir Susa Scai Perugia è in prima linea nella protesta contro il nuovo calendario internazionale della pallavolo. La riforma proposta dalla Fivb, prevista dalla stagione 2028/2029, cambierebbe radicalmente l’organizzazione delle competizioni, spostando in inverno gli impegni delle Nazionali e interrompendo così i campionati.

Una prospettiva che ha provocato la reazione di diverse società europee, preoccupate per le conseguenze sportive ed economiche della riforma. Il fronte contrario si sta allargando e punta a far sentire la propria voce.

Perché Perugia è contro il calendario internazionale

La posizione della società umbra si è fatta sempre più netta nelle ultime settimane. Dopo il comunicato congiunto delle Leghe italiane di pallavolo maschile e femminile, il presidente Gino Sirci ha espresso la propria contrarietà al progetto della Federazione internazionale. Perugia vuole coinvolgere altre realtà di primo piano del volley europeo, creando un gruppo capace di incidere sulle decisioni e di difendere gli interessi delle società.

L'obiettivo è costruire un fronte comune che non si limiti a manifestare il dissenso, ma che possa avere un peso concreto nelle interlocuzioni con la Fivb. L'iniziativa sta raccogliendo adesioni in diversi Paesi e ha già coinvolto 24 club, pronti a contestare le modifiche previste a partire dalla stagione 2028/2029.

Cosa cambierebbe con il calendario Fivb

Il nodo riguarda la collocazione dei tornei internazionali. Con il nuovo calendario i principali appuntamenti delle Nazionali, tra cui Mondiali ed Europei, verrebbero disputati nel periodo invernale anziché durante l'estate. Per consentire lo svolgimento delle competizioni internazionali, i campionati nazionali dovrebbero quindi fermarsi, modificando in maniera significativa la programmazione generale. La proposta apre diversi interrogativi per le società.

Le interruzioni dei tornei potrebbero complicare la gestione delle rose, la preparazione atletica e la continuità del lavoro delle squadre. A questo si aggiungono le preoccupazioni economiche, legate all'organizzazione dei campionati e alla sostenibilità dei club, che devono pianificare investimenti, contratti e attività per un'intera stagione. La protesta è nata proprio dal timore che le esigenze delle Nazionali finiscano per prevalere su quelle delle società. Perugia e le altre realtà chiedono quindi che il progetto venga discusso tenendo conto anche delle conseguenze sul volley di club.

I 24 club contrari

Al momento sono 24 le società che hanno aderito alla protesta. La Francia è rappresentata da Nizza, Montpellier, Tourcoing, Tours, Narbonne e Poitiers. Quattro le adesioni dalla Germania, con Lüneburg, Monaco, Mitteldt e Berlino, e altrettante dal Belgio: Menen, Aalst, Maaseik e Achel. 

Dalla Spagna sono arrivate le adesioni di Las Palmas e Teruel. Completano l'elenco il Draisma Dinamo Apeldoorn per i Paesi Bassi, il Mamede per il Portogallo, il Gornji Milanovac per la Serbia, la Dinamo Bucarest per la Romania, il Levski Sofia per la Bulgaria, il Raiffeisen Hartberg per l'Austria, lo Slovan Bratislava per la Slovacchia e il Maribor per la Slovenia.

Ma il fronte potrebbe allargarsi ulteriormente: secondo le indiscrezioni, alcuni club turchi sarebbero pronti ad aderire all'iniziativa. La mobilitazione guidata da Perugia punta a rafforzarsi ancora: la partita, oltre che sul campo, si giocherà sui tavoli istituzionali.

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